Visita al Cern di Ginevra

I soci della Sezione “G. Vismara” di Viterbo dell’Unione Nazionale Veterani della Sport si sono recati nei giorni 21, 22 e 23 agosto u.s. a Ginevra presso i laboratori del CERN. La visita, organizzata dal Presidente della Sezione Viterbese Domenico Palazzetti, è stata capitanata dal socio UNVS Prof. Roberto Cardarelli che al CERN è di casa.

Il CERN è stato fondato nel 1954 a cura di alcune nazioni europee, tra le quali l’Italia, con lo scopo di condurre ricerche in materia di Fisica Nucleare. La scelta della località è caduta su Ginevra in quanto città neutrale. Agli stati fondatori, nel tempo, si sono aggiunti altri stati europei come membri; inoltre altri stati “ospiti” utilizzano le strutture per far condurre ai ricercatori i propri esperimenti o partecipano a esperimenti in modo congiunto con altri stati. La vocazione “mondiale” del CERN si è rivelata fin dalla sua fondazione; già ai tempi della guerra fredda era facilissimo trovare scienziati di oltre cortina che conducevano studi insieme ai colleghi occidentali.

 

Gli intervenuti sono stati accompagnati all’interno del rivelatore toroidale ATLAS posto a circa 60 metri di profondità e ora fermo per problemi di manutenzione. Si tratta del rilevatore di particelle più grande mai costruito: 46 metri di lunghezza e 25 di diametro per un peso di 7.000 tonnellate. E' diviso in quattro parti principali: il rilevatore internocalorimetrigli spettrometri muonici ed il sistema di magneti.

Il trigger degli spettrometri muonici del barrel sono una realizzazione completamente italiana, il loro cuore è costituito dalla tecnologia RPC (Resistite Plate Chambers detector) realizzato anche grazie a studi e scoperte del Prof Cardarelli, che ora sta lavorando all’evoluzione della parte elettronica e di nuovi rilevatori per gli spettrometri.

La visita nel cuore del rilevatore è stata effettuata a piccoli gruppi, accompagnati dai collaboratori del prof Cardarelli presenti al CERN, il prof Giulio Aielli e il dott. Lorenzo Paolozzi che con competenza e semplicità hanno saputo spiegare agli intervenuti “l’incomprensibile”.

La visita è stata interessante, i partecipanti sono rimasti affascinati per aver visto da vicino un luogo dove migliaia di studiosi con tenacia ed abnegazione lavorano per scoprire quel che si potrà sapere su una verità misteriosa: l’origine dell’universo.

La sezione UNVS di Viterbo non è nuova a queste escursioni; infatti, la presenza al proprio interno di uno studioso come il prof  Roberto Cardarelli ha già indotto visite ai Laboratori INFN del Gran Sasso e di Frascati e, probabilmente, altre ne seguiranno.

La visita scientifica è stata associata ad un viaggio altrettanto affascinante, infatti il percorso è stato coperto a bordo di un autobus che ha attraversato le alpi all’andata transitando per il valico del Sempione da dove è stato possibile osservare panorami stupendi e le nevi eterne dei massicci alpini. Il percorso del ritorno è stato diverso e, dopo aver costeggiato la riva svizzera del Lago Lemano, l’autobus si è addentrato nelle valli alpine con panorami mozzafiato fino a raggiungere il tunnel del Gran San Bernardo. Dopo la discesa sul versante italiano una breve sosta nel centro di Aosta ha completato la parte turistica del viaggio.  S.F

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